di Fabio Circelli

Nel 2014 con il gruppo teatrale Albatros è stato realizzato uno spettacolo dal titolo Muti. Di seguito vengono riportati degli estratti che sono stati utilizzati per evocare le scene teatrali che persone con diversa abilità hanno interpretato.  La tematica trattata è quella relativa all’operazione T4, termine con il quale veniva indicata un’operazione di “disinfezione” o progetto eutanasia, che antecedente allo scoppio della seconda guerra mondiale, ha portato alla morte di quelle persone dichiarate non degne di vivere. L’operazione T4 è stata utilizzata come passaggio ai campi di sterminio.

Preludio

“La vita non degna d’essere vissuta. Il corpo è un oggetto da esplorare, la dignità del non vivere neanche la morte come momento degno d’essere vissuto. Un pianto non degno d’essere vissuto, una carezza, l’amore sentito, non dato, non ricevuto. La dignità di non essere stati soli, un gruppo che con l’ultimo respiro condivide la grazia di una razza superiore giustizialista e in grado di poter dire ciò che non è errore della natura e ciò che lo è”.

Atto I

Scena 1

Lo sviluppo delle scienze biologiche e la loro importanza.

Charles Darwin, il 24 novembre 1959, pubblica il suo testo cardine “Sull’origine della specie per mezzo della selezione naturale o la preservazione delle razze favorite nella lotta per la vita”. Paul Broca nel 1861 dice che “sussiste una relazione importante tra lo sviluppo dell’intelligenza e il volume cerebrale”, dimostrando che “in generale, il cervello è più grande negli uomini in età matura piuttosto che in quella senile, negli uomini rispetto alle donne, negli uomini di genio rispetto a quelli di talento mediocre, nelle razze superiori rispetto a quelle inferiori”. Nel 1864, Carl Vogt sostenne che la razza bianca fosse superiore a quella nera, affermando che “il negro adulto ha facoltà intellettiva pari a quello del bambino, della donna e del vecchio di razza bianca”. Gustave Le Bon nel 1879 afferma come il cervello femminile ha lo stesso volume di quello di un gorilla e non certamente pari al volume di quello di un maschio umano. Fu E.D. Cope a definire scientificamente quattro gruppi di forme umane inferiori. Al gruppo delle donne, degli uomini di colore e degli ebrei, si doveva aggiungere quello “delle classi inferiori economicamente in seno alle razze superiori economicamente”, affermando che le differenze umane sono ereditarie e immodificabili. Gregor Mendel alla fine del 1800 diceva che l’ereditarietà segue uno schema fisso, non modificabile dall’ambiente, e ciò condannava individui e gruppi ad un’inferiorità senza fine. Cesare Lombroso arrivò ad affermare che alcuni criminali erano “nati per il male” e non potevano cambiare: l’unica soluzione era la morte.  Anche gli zingari caddero sotto le attenzioni scientifiche di Lombroso che ebbe a definirli “pieni di sé come tutti i delinquenti, e non hanno né timore né vergogna”. Un francese, Alfred Binet misura “un’entità chiamata intelligenza”. Sulla base del punteggio raggiunto da coloro che erano sottoposti ad un test venne stilata una scala gerarchica decrescente degli individui ritenuti deboli di mente, che comprendeva gli imbecilli di grado alto, gli imbecilli e gli idioti. In cima a tale scala stavano i ricchi e i professionisti. Nel 1881 Francis Galton usò per primo il termine “eugenetica”, che venne poi definita dall’americano C.B Davenport “la scienza del miglioramento della razza umana mediante una migliore riproduzione”. Gli eugenetisti sostenevano l’utilizzo della “sterilizzazione” per poter giungere al loro obiettivo, proprio poiché tale pratica avrebbe impedito agli individui inferiori di riprodursi e quindi di aumentare il numero delle loro presenze ed i costi che ne derivavano. Difatti gli individui inferiori sono considerati “un onere per la società e una minaccia per la civiltà”. Già dal 1907 lo stato dell’Indiana, in America, aveva promulgato la prima legge sulla sterilizzazione. Intorno alla metà degli anni ’30, almeno la metà degli Stati americani avevano emanato leggi che autorizzavano la sterilizzazione di soggetti ritenuti “moralmente depravati”, condannati per crimini sessuali o ricoverati in istituti psichiatrici.  Nel 1927 un decreto dello stato della Virginia dava autorizzazione ai direttori di istituti statali di poter procedere a sterilizzazioni forzate nei confronti di ricoverati disabili, nel caso fosse stata loro riconosciuta “una forma ereditaria di malattia mentale o imbecillità”. Di una simile argomentazione i nazisti si ricorderanno molto bene, andando a mascherare i loro crimini da pietà eugenetica.

Scena 2

Una volta entrati i disabili nella camera a gas, chiuse le porte stagne, un medico apriva le valvole del contenitore di gas. Naturalmente i pazienti non arrivavano ad uno ad uno o in piccoli gruppi. L’afflusso era di grandi gruppi presso i centri di messa a morte e ciò per criteri di economicità e di funzionalità. Di norma il gas era lasciato affluire per dieci minuti. Dopo cinque minuti le vittime erano prive di sensi ed entro i dieci minuti erano sicuramente morte.

Solo dopo due ore, il personale apriva la porta stagna facendo attenzione che i ventilatori avessero eliminato ogni traccia dei gas. I medici, constatata la morte dei pazienti, autorizzavano la rimozione dei corpi, i quali venivano trascinati ai forni crematori. Prima di passare alla cremazione si recuperava il possibile oro dei denti, ed alcuni cadaveri venivano selezionati per fornire ai giovani medici l’occasione di esercitarsi in ricerche preziose per il loro tirocinio. In tal modo era possibile acquisire meriti accademici o almeno ottenere reperti da inviare anche ad altri istituti per studi scientifici. In poco meno di 24 ore, il centro di uccisione trasformava un essere umano in cenere. Questa operazione era denominata, secondo la terminologia della T4, “disinfezione” o progetto eutanasia.

Atto II

Scena 1

“Spettabile famiglia le inviamo la seguente lettera per annunciarle l’improvviso decesso del suo caro, era nostra intenzione fare accertamenti e migliorarne le condizioni di vita, ma all’improvviso il suo cuore ha smesso di funzionare regolarmente e presi da grande apprensione siamo intervenuti tempestivamente, ma non è stato sufficiente poichè c’è stato un innalzamento della temperatura corporea che neanche i farmaci sono riusciti a porre rimedio. Il suo caro ha smesso di mangiare e non siamo riusciti ad evitarne la morte…”.

Scena 2

L’eutanasia ufficiale fece 70.000 vittime ed almeno lo stesso numero di malati morirono con iniezioni o semplicemente per fame, dopo la fine ufficiale dell’operazione.

Già prima della guerra Hitler aveva pensato allo sterminio di popolazioni che odiava: ebrei, zingari, omosessuali e malati di mente, ma soltanto una guerra poteva distogliere l’opinione pubblica internazionale:

– 1920: esce il libro dello psichiatra A. Hoche e del giurista R. Binding in cui si sosteneva la necessità di eliminare pazienti affetti da malattie che rendono la vita “Non degna d’essere vissuta”;

– 1934: Hitler introduce le leggi di sterilizzazione per i pazienti con difetti o tare ereditarie, un processo d’igiene mentale;

– 1 settembre 1939, dopo la dichiarazione di guerra contro la Polonia, Hitler firmò il documento che prevedeva la morte di migliaia di malati negli istituti pubblici e privati della Germania, dell’Austria e dei paesi occupati, risparmiando l’Italia;

– Agosto del 1941 l’eutanasia ufficiale finisce, le camere a gas ed il loro personale viene trasferito e trasportato nei campi di concentramento dei paesi occupati dell’est dove inizia l’OLOCAUSTO.

Quel pezzetto d’eternità che ci portiamo dentro può essere espresso in una parola come in dieci.

Atto III

“E’ parte di foglia e di albero. Unico respiro con il vento che sfiora giorno dopo giorno i rami e le foglie. Ma le radici? Sotto, nutrono e sostengono. In un momento la dolce carezza di un sole, che riscalda, che nutre e alle volte brucia. Mi fermo e chiudo gli occhi, sento e vedo me, te, in un lungo e lieve respiro, ma non mi basta, ho bisogno e sogno. Un futuro? Tu ed io possiamo giungere ad un’intima unione. Ti riconosco come inseparabile da me, ti rispetto, ti lodo, mi prendo cura di te e solo te mi puoi dare ciò che io sono. Ed io? Io sono se tu sei e mi ritrovo in questo momento e in questo spazio e non mi riconosco, non basta, non basta e non basterà mai! Oltre e bisogna andare oltre e solo andando oltre, potremmo essere uniti e felici. Più conosco e più e più e più e più: sempre e solamente di più.”

Postludio

In futuro, quando la mia casa non sarà più un giaciglio di ferro in un luogo circondato dal filo spinato,

Racconterò tutto questo perché si accendano le lampadine nelle menti di coloro che si lasciano andare inconsapevolmente.

Voglio avere una lampadina sopra il mio letto, così di notte ci sarà luce ogni volta che lo vorrò e potrò dire come è triste, potrò raccontare come è triste vedere e sentire,

Quelle lampadine fulminante che non possono solo sperare che non si ripeta niente di simile.

Parlare di come è triste vedere tutte quelle persone abbandonate a se stesse, che perdono il loro ultimo asciugamano, che si arrabattano con scatoline, scodelle di cibo, bicchieri, pane muffito e biancheria sporca sopra, sotto e di fianco alle loro cuccette.

Quelle lampadine che possono far brillare il mondo o che possono lasciarlo nel silenzio doloroso di un grande blackout,

Che sono infelici, perché altre persone sono spesso sgarbate o urlano loro, ma che a loro volta urlano con gli altri,

Di un buio in cui gli assassini possono agire indisturbati

e non se ne rendono conto.

Bibliografia

E. Hillesum, Diario 1941-1943, editore Gli Adelphi, 1996

A. Frank, Diario, editore Einaudi 2009

Collana educazione Strumenti didattici e operativi 4 (Atti convegno novembre 2001- dicembre 2002)

A. Pavia, A. Tiburzi, Aktion T4: eutanasia, le radici dello sterminio, Roma 2004-2010

A. Celestini, La pecora nera. Elogio funebre del manicomio elettrico, editore Einaudi, 2006

Film

Bolero (Les uns et les autres), 1981 di Claude Lelouch, produzione Cineriz 1981

Ausmerzen, vite indegne d’essere vissute, Marco Paolini (www.youtube.com/watch?v=mg3tEQiuSbw)

Link

www.deportati.it/link/testimonianze-dai-lager

www.testimonianzedailager.rai.it

www.anffas.net/it/news/5061/perche-non-accada-mai-piu-ricordiamo

https://www.regione.toscana.it/documents/10180/347901/Civilt%C3%A0%20guerra+e+sterminio.pdf

http://www.psichiatriademocratica.com/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=24&Itemid=155&lang=it

#giornodellamemoria #olocausto #indifferenza   #shulimvogelmann #memoria #liberazioneauschwitz #teatro #shoan #leggiraziali #storierestituite #pernondimenticare #shoah #aprile #giornatadellamemoria #antifascismo #auschwitz #ebrei #gennaio #picoftheday #italia  #storia #bhfyp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Chiuso

lknxf

[wpgmza id="1"]
[contact-form-7 404 "Non trovato"]